Lusiana Conco. Va in scena il "funerale" del commercio

'E' un disastro, la situazione è terribile e molti negozi stanno chiudendo'

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Lusiana Conco. Va in scena<br>
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«È un disastro, la situazione è terribile e molti negozi stanno chiudendo». È il grido d'aiuto che lanciano i commercianti di Lusiana Conco, da sempre alle prese con le mille difficoltà tipiche dell'imprenditoria montana e oggi messi alle strette dal vertiginoso aumento dei costi energetici. Una situazione divenuta per molti insostenibile. Per puntare i fari sul periodo buio che stanno vivendo, i negozianti sono pronti a lanciare una provocazione: il “funerale del commercio”, così l'hanno ribattezzato i promotori della protesta denominata“Io spengo”. Un’iniziativa che vedrà tutte le botteghe e gli esercizi del paese spegnere le luci delle loro vetrine, sostituite solo da piccole lanterne. «Un modo pacifico per chiedere alla politica maggiore attenzione per l'economia di montagna», spiega Renato Perin, presidente dei commercianti lusianesi. «Un paese senza negozi è più povero», si sfoga Carlo Xausa: «Perdono valore non solo le case, ma l’intero territorio: un anziano cosa deve fare? Prendere il pullman per andare a comprare il pane?». Il tema centrale, per i commercianti di Lusiana Conco, è quello della territorialità: «Non è possibile che un commerciante di un paese di tremila abitanti come Lusiana debba pagare le stesse tasse di un collega che ha la sua attività in città come Bassano, Vicenza o Padova». Non solo il caro energia, insomma: al centro della protesta ci sono anche i costi fissi come quelli dei registratori dei cassa e dei pos, che verranno portati in processione al posto della bara.   nr. 44 anno XXVII del 26 febbraio 2022 

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